L illustrazione di moda burlington


 L’illustrazione di moda ha come scopo quello di far conoscere a un pubblico più ampio la burlington moda del momento, essa può essere realizzata con tutta una serie di tecniche diverse che rendano l’idea di come è la silhouette, la stoffa e i colori di un determinato capo.  Fino al XIX secolo, la maggior parte delle illustrazioni erano realizzate attraverso incisioni o litografie che erano regolarmente pubblicate nelle riviste o semplicemente vendute come stampe, ma la fotografia, che faceva già i suoi primi passi, inizia a sostituire le illustrazioni con immagini che se all’inizio erano rudimentali, man mano che la tecnica e la creatività prendono terreno, diventano sempre più teatrali, più complesse e non cercano di vendere più un singolo capo, bensì un’immagine, un marchio, uno stile di vita.

Ciò nonostante, l’illustrazione non scomparve, essa è oggi più che mai un’arte capace di suscitare un’emozione in chi la guarda, capace di comunicare e di mettere in mostra non solo l’abilità dello stilista ma soprattutto il talento dell’illustratore.

Oggi vi presentiamo la prima parte di un ciclo di articoli sulla storia dell’illustrazione di moda, dalla sua origine nel XV secolo, fino ai nostri giorni.

 La suntuosità dell’abbigliamento dell’aristocrazia italiana durante il rinascimento, segnò un punto di riferimento per tutta la nobiltà Europea.  Il costume divenne più che mai elemento distintivo della classe sociale e questo portò a un cambiamento nella ritrattistica dell’epoca; i ritrattisti non erano più tanto interessati a evidenziare le caratteristiche fisiche del soggetto raffigurato quanto a mettere in bella mostra la sua posizione sociale attraverso il suo abbigliamento e i suoi accessori.  Questi ritratti, che in un periodo dove le alleanze si facevano tramite i matrimoni vantaggiosi, circolarono per tutta Europa diffondendo la moda dell’epoca; ed è per questo che possiamo considerarli i primi esempi d’illustrazione di moda.

Piero della Francesca, ritratto di Battista Sforza 1465-70

Nel XVI secolo, le continue esplorazioni e scoperte geografiche, insieme a un miglioramento nelle comunicazioni, focalizzarono l’attenzione verso il costume e la vita di altri popoli e fu cosi che iniziarono a essere pubblicati delle vere e proprie raccolte, ne sono esempio quella di Enea Vico “”Diversarum gentium aetatis”, quella dei fratelli Bertelli, pubblicato in due edizioni, la prima nel 1563 e la seconda nel 1589, e la più conosciuta “Degli habiti antichi e moderni” di Cesare Vecellio, pubblicata a Venezia nel 1590 e illustrata con numerose xilografie.

“Degli habiti antichi e moderni” di Cesare Vecellio

  Del 1640 è l’opera di Wenceslaus Hollar, chi aveva l’intensione di pubblicare una serie di 100 stampe diverse, ma esse furono divise in due parti e pubblicate nel giro di tre anni, la prima parte dal nome “Ornatus Muliebris Anglicanus”, dove faceva riferimento ai costumi delle donne inglesi, e il “Theatrum Mulierum or Aula Veneris” che aveva l’intento di raffigurare i costumi del continente.

Wenceslaus Hollar

Con la corte di Luigi XIV, il fulcro della moda si spostò dall’Italia alla Francia, dove compare la prima rivista di moda nel senso moderno del termine, il “Mercure Galant”, la sua pubblicazione fu sporadica dal 1672 al 74, nel 77 cambia nome e diventa “Le neuveau Mercure Galant” fino al 1724 quando diventa “Mercure de France” continuando a essere pubblicata fino al 1825.Nelle sue pagine si potevano trovare informazioni sulla vita di corte, gossip, rassegne teatrali, notizie e le ultime tendenze della moda.

“Mercure Galant” 1688-1709 al V&A

 Nel XVIII secolo grazie all’evoluzione delle tecniche di stampa e a un maggiore interesse per la lettura, si incrementò la diffusione delle stampe, soprattutto quelle francesi; nel 1778 Jacques Esnauts e Michael Rapilly, concepirono l’idea di vendere una serie di incisioni colorate dell’abbigliamento più alla moda, dando vita a “La Gallerie des Modes”; le incisioni furono pubblicate in diversi giornali a intervalli irregolari.  Sulla stessa riga nel 1794 arriva “The Gallery of Fashion” che aveva l’intento di essere una sorta di archivio dell’abbigliamento femminile inglese.

 

“Gallerie des modes”

L’abbigliamento durante la Rivoluzione Francese, è stato raffigurato da Grasset di Saint – Sauveur nel “Costumes Civils actuels de tous les Peuples connus”, pubblicato nel 1784-1788; mentre quello post-rivoluzionario lo troviamo su “Le Bon Genre”, pubblicato originariamente nel 1817, è una delle prime serie di stampe che, ampliate nel 1822 e nel 1827, attraverso le sue caricature, documentano le tendenze della società e le attività nel tempo libero dei parigini dell’epoca, influenzando ampliamente le successive riviste di moda. 

“Le Bon Genre”

 Nell’800, la Rivoluzione Industriale portò un maggiore potere d’acquisto e le donne non persero l’opportunità di seguire la moda che era ancora dettata dalla Francia, e per farlo, avevano bisogno di riviste con belle illustrazioni capaci di fargli capire e poi adattare alle proprie esigenze gli ultimi modelli in uso.  A cavallo del nuovo secolo, arriva“The Lady’s Monthly Museum” (1798 fino al 1832), che oltre a trattare temi d’interesse femminile, includeva il “Cabinet of fashion” con incisioni colorate amano, le prime a comparire in una rivista per donne.

“The Lady’s Monthly Museum”

 Una delle prime riviste del nuovo secolo, e tra le più influenti fu: “La Belle Assemblée”, creata nel 1806; e attraverso i suoi 63 anni di esistenza, si può vedere il progredire delle stampe di moda, all’inizio malamente colorate fino al raggiungimento di una qualità superiore grazie ai dettagli e alla precisione.

“La Belle Assemblée”

Altre incisioni di pregio furono pubblicate da riviste come: “The Journal des Dames et des Modes” con i suoi “Costumes Parisiennes”, l’”Ackermann’s Repository of Arts” o “Le Petit Courrier des Dames” pubblicato settimanalmente e includeva una o due incisioni di grande bellezza.

“Le Petit Courrier des Dames”

Una menzione speciale è per “Le Follet Courier des Salons” apparso nel 1829 e che custodiva tra le sue pagine i capolavori dei migliori illustratori dell’epoca, come quelli delle sorelle Colin, pubblicati anche in altre riviste di rilievo come “Le Journal des demoiselles e “La Mode illustrée”.

“Le Follet”

Possiamo ancora nominare tantissimi giornali e riviste di moda, ma spesso essi copiavano con una qualità scadente le stampe realizzate in Francia e che poi erano venduti nel resto d’Europa arrivando anche in America.

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Ana Muraca

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